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Joe

Updated: Feb 8, 2023

Now that my brother is gone, a phrase that I uttered when I was two years old and that my mother often referred to with a sly smile when I was older has remained embedded in my thoughts: “Vattinni, babbu, ju accucciu a mamma!” (1) I shouted it in Sicilian dialect when my mother carried Pippo, my little brother, from the cradle in which he safely slept to the double bed to be breastfed and where I usually slept next to my mother. I never had a recollection of these words, but my mother mentioned them to me often enough throughout the years of my formation years. She proudly repeated them to impress on my mind how much I exclusively loved her. Indeed, I absolutely didn’t want to share my mom’s love with anyone else . While growing up, I always saw her gregariously sharing her love with family, friends, and acquaintances. My brother Pippo had the same disposition. He liked to be pampered. If mom caressed him, he absorbed her caresses as if they were an irreplaceable treasure. Now that both my mom and Pippo are no longer with us, the phrase, “Vattinni babbu, ju accucciu a mamma!” is an immeasurable companion that I cherish in the caves of my heart.


It reminds me to be more effusive with family, friends, and acquaintances. Something that I found challenging to do during my adolescence. (1) Go away, stupid. I’ll hug mom!”


“Vattinni Babbu!” Parole siciliane Che non conoscono La Gelosia Parole intrecciate Che escludono La concorrenza Gesto materno Che non conosce L’esclusione Gesto effusivo Che raccoglie L’amore Atto violento Che non dimentica Nessuno Atto universale Che conosce Tutti Pensiero eterno Che ricorda La vita Pensiero sconosciuto Che sparge L’amore



“Vattinni Babbu!” Sicilian words That don’t know Jealousy Intertwined words That exclude Competition Maternal gesture That doesn’t know Exclusion Effusive gesture That collects Love Violent act That doesn’t forget Anyone Universal act That includes Everyone Eternal thoughts That remember Life Unknown thoughts That scatter Love PIPPO


Adesso che mio fratello non c’e’ piu’, una frase che pronunciai quand’ero piccolo e che mia madre mi ripeteva spesso con un sorrisetto sulla sua bocca e’ rimasta impressa nei miei pensieri: “Vattinni, babbu, ju accucciu a mamma!” (2) La dissi in dialetto siciliano quando avevo due anni dopo la nascita di mio fratello Pippo. Fu’ una frase spontanea che gridai quando mia mamma cerco’ di portare Pippo, il mio fratellino, dalla culla in cui era custodito al letto matrimoniale dove io dormivo accanto a mia mamma. per allattarlo. Non ebbi mai ricordi di aver detto queste parole, pero’ mia madre me le menziono’ spesso attraverso gli anni della mia crescita da ragazzo a uomo. Me le ripeteva con orgoglio per imprimere nella mia mente quanto io le volessi bene. Non volevo assolutamente condividere l’amore di mia mamma con nessuno. Attraverso gli anni mia mamma fu’ sempre gregaria con la famiglia, gli amici, e i conoscenti. Mio fratello Pippo visse lo stesso. Gli piaceva essere coccolato. Se la mamma lo carezzava, lui si teneva le carezze come fossero un tesoro insostituibile. Non so’ perche’, io ero molto diverso. Non ero troppo espansivo. I sentimenti me li tenevo nel cuore. Chissa’? Magari per condividerli al momento giusto con la persona giusta. Adesso che mamma e Pippo sono scomparsi, la frase, “Vattini babbu, ju accucciu a mamma!” e’ un tesoro che tengo racchiuso nel mio cuore e mi riavvicina a mia madre e a mio fratello. Quando ho la possibilita’, abbraccio tutti coloro a cui mi sento sentimentalmente vicino: famiglia, amici, e conoscenti. (2) Vattene, stupido, io abbraccio la mamma!”

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